babele

Aprile 2008 Archives

Ho letto la lettera pubblicata su Nature e firmata da Ivano Bertini, Silvio Garattini e Rino Rappuoli, ed anche il commento sul suo blog di Anna Meldolesi.

Sono d'accordo sul fatto che sia assolutamente necessario almeno raddoppiare gli investimenti in ricerca ed innovazione nel nostro Paese. Senza ricerca arretreremo nel gruppo che io definisco dei "paesi in via di incerto sviluppo". Più volte ho sottolineato questo fatto, sia prima di essere eletto al Senato nel 2006, da ricercatore italiano che lavorava da 18 anni all'estero, sia dopo. E' per questo che mi sono impegnato a scrivere un articolo che adesso è legge dello Stato e che prevede le seguenti cose:

1) ogni anno il 10% delle risorse pubbliche per la ricerca (per un totale di 81 milioni di Euro nel 2008) deve essere destinato ai ricercatori di età inferiore ai 40 anni;

2) questi 81 milioni di Euro devono essere assegnati non da chi detiene il potere nel mondo accademico e scientifico, ma da una commissione di 10 scienziati al di sotto dei 40 anni, scelti sulla base di parametri chiari, il loro impact factor e citation index, cioè una prova concreta e documentabile del lavoro scientifico svolto;

3) metà di questi 10 scienziati devono provenire da istituti di ricerca stranieri;

4) il finanziamento per ciascun giovane scienziato non deve essere inferiore a 400.000 Euro, in modo da permettere realmente lo sviluppo del suo progetto;

5) il giovane che vincerà il finanziamento potrà scegliere in quale istituto utilizzarlo, escludendo così i "baroni" dai meccanismi di attribuzione ed anche da altri vincoli che possano limitare la libertà decisionale del giovane ricercatore.

Perchè ho voluto ricordare questi fatti? Perchè penso che è vero che dobbiamo finanziare molto di più la ricerca italiana ma dobbiamo farlo con meccanismi che portino senza alcun dubbio a scegliere i migliori altrimenti potremo anche decuplicare i fondi ma se l'assegnazione non seguirà i criteri internazionalmente  riconosciuti per far valere il merito il nostro sforzo economico non produrrà alcun risultato.

Quindi sì a più fondi, ma tutti assegnati solo ed esclusivamente sulla base del merito!

Sabato ho incontrato circa 150 operatori sanitari (medici, infermieri, tecnici ed amministratori) a Cassino. In una sala strapiena ho potuto illustrare il programma sulla sanità del PD, tutto improntato su meritocrazia, valutazione e investimenti. Successivamente ad una cena con i cittadini è stato necessario aggiungere un centinaio di posti perchè sono arrivate oltre 500 persone, compresi molti giovani: entusiasmante davvero!

 

Ieri sera ho partecipato ad una riunione con alcuni cittadini indecisi sul loro voto. E' davvero una campagna elettorale matura e seria dove le persone vogliono risposte chiare a domande precise. Spero e prego che la competenza nelle risposte possa premiare, cosicchè alla fine vinca lo schieramento che dimostra di avere più serietà e rigore assieme alla volontà di modernizzare il paese nell'interesse di tutti e non di un gruppo di privilegiati.

Oggi ho partecipato, ad un Forum sul diabete: in Italia abbiamo 3,1 milioni di pazienti e azioni semplici come il numero delle "striscette" da consegnare ogni mese per misurare piu` volte al giorno la glicemia, varia da Regione e Regione, a volte da citta' a citta'. Non e` accettabile. Dobbiamo avere una sorta di Agenzia che verifichi i dati e ci consenta di prendere le decisioni su elementi certi. Gli ammalati sono gli azionisti del sistema sanitario nazionale e devono essere aiutati con rispetto e attenzione.

Si e` insediata al Ministero la Commissione di 10 scienziati di eta` inferiore ai 40 anni che ho fortemente voluto per fermare il potere dei "baroni" nelle assegnazioni dei fondi per la ricerca. Che giornata stupenda. Cinque giovani stranieri e cinque italiani che si scrivevano il loro regolamento parlando in inglese ed impegnandosi a scegliere i progetti migliori di altri giovani anch'essi al di sotto dei 40 anni. Ogni giovane selezionato ricevera` 500.000 euro per svolgere il suo progetto. L'entusiasmo per questo metodo nuovo (nel nostro paese) di valutazione trasparente e` stato tale che sono pervenute 1720 domande!!!
Abbiamo iniziato un capitolo nuovo.
Giuliano Ferrara dalle pagine del suo giornale "Il Foglio" mi aveva di recente invitato a dibattere pubblicamente con lui sulle tematiche eticamente sensibili in sanita`: aborto, fecondazione assistita, testamento biologico, cellule staminali e ricerca, RU486, ecc.
Siccome credo profondamente nel confronto e nel dibattito democratico accettai con entusiasmo. Solo da una onesta espressione delle proprie idee la societa` puo` migliorare e progredire, sposando la linea piu` logica, piu` convicente ed anche piu` appropriata ed etica. Cosi` mi sono diligentemente preparato all'incontro fissato per il pomeriggio del 1 aprile a Roma. Negli studi di una agenzia di stampa sono stati invitati molti giornalisti e tanto pubblico, dozzine di cittadini che volevano ascoltare e ragionare insieme a noi. Giuliano Ferrara però non si è presentato! L'ho cercato ovunque chiamando anche il centralino del Ministero degli Interni per chiedere aiuto nel trovarlo: nulla "missing in action" come si dice dei marines americani dispersi ed introvabili.
Penso che Giuliano Ferrara  sia un uomo molto colto ed intelligente, preparato e rigoroso nel ragionare e credo che si sia reso conto che il suo argomentare non poteva resistere ad un confronto pacato e sereno dove le ideologie fossero sostituite da fatti concreti e dati scientifici. Di conseguenza ha preferito evitare il confronto e riconoscere tacitamente la debolezza dei suoi argomenti. Anche io avrei fatto cosi` per onesta` intellettuale ma avrei pero` fornito almeno un chiarimento e mi sarei premurato di avvertire gli intervenuti. Mi dispiace infatti che tante persone abbiano cercato spazio in un pomeriggio lavorativo per spostarsi nel centro di Roma e non trovare Giuliano Ferrara. Mi dispiace in particolare per i disabili che sono venuti e per la donna affetta da SLA che ormai controlla solo la motilita` degli occhi e che aveva trascorso la notte scorsa sveglia per scrivere con il computer guidato dalle pupille un lungo messaggio da consegnare oggi a Giuliano Ferrara, senza poi poterlo fare, anche se e` giunta puntuale all'appuntamento con la sua lettiga ed il suo respiratore automatico.

Ieri ho partecipato a 3 tappe del pullman di Veltroni: Viterbo, Terni e Rieti. L'atmosfera era molto piacevole, tra momenti di intenso lavoro (il pullman è dotato di tre portatili per controllare le agenzie, la posta elettronica e per tenersi aggiornati) e momenti con un clima da gita scolastica. La cosa più incredibile è stata l'accoglienza ricevuta nelle piazze: stracolme di cittadini entusiasti, pieni di speranza. E' la dimostrazione che il coraggio di andare da soli e impostare la campagna elettorale in modo propositivo è stata la scelta giusta. In queste settimane, negli incontri e nelle assemblee che ho fatto, avevo sentito che il clima era positivo, ma ieri non potevo credere ai miei occhi. Tra Terni e Rieti il pullman si è dovuto fermare perché la strada era ostruita da un "posto di blocco" di una ventina di militanti con bandiere che volevano salutare Walter. Un clima da primarie americane. Il tutto condito dall'atmosfera scherzosa e piacevole che si respirava all'interno del pullman, con Veltroni che tra un'analisi della situazione politica e un commento sull'Expo di Milano cercava di far fidanzare un suo giovane collaboratore con tutte le ragazze presenti. Oggi sarei voluto andare alla tappa di Frosinone, ma purtroppo gli impegni presi non me lo consentono... Che peccato!