Mi rattrista profondamente notare come il dibattito politico di questi
giorni sia sempre più incentrato sulle vicende
giudiziarie di Silvio Berlusconi. E ancora di più mi rammarico di come il
clima di dialogo che sembrava essersi instaurato all'inizio della Legislatura
sia svanito come neve al sole. Per indole e per esperienza sono un sostenitore
del confronto costruttivo tra le diverse parti politiche: credo che i grandi
problemi strutturali dell'Italia si possano risolvere solo attraverso la
collaborazione di chi vuole davvero modernizzare il paese, al di là
dell'appartenenza ideologica. E'
evidente poi che la sinistra moderata è portatrice di valori culturali che non
devono essere offuscati ma sostenuti con
orgoglio, come l'assistenza sanitaria universale, l'istruzione pubblica, la
solidarietà, la tolleranza, la meritocrazia.
Purtroppo però il Premier ha rinunciato ad occuparsi dei problemi
reali dei cittadini, mostrando nuovamente quale sia il suo interesse principale:
la norma "blocca-processi" e il cosiddetto
lodo Schifani-bis dimostrano a tutti
che Berlusconi è ancora ossessionato dai procedimenti giudiziari in cui è
coinvolto. Nonostante i saggi appelli del Presidente Napolitano alla
moderazione, il Premier ha nuovamente attaccato la Magistratura, parlando di
"magistrati politicizzati metastasi della democrazia". Oltre alla violenza
verbale, mi colpisce la leggerezza con cui si possa provocare un così duro
scontro tra due poteri dello Stato: non si tratta certo di un comportamento degno
di uno statista destinato a passare
alla storia.
Ho peraltro la sensazione che nessuno si scandalizzi più tanto per
queste vicende: mi sembra che molti nostri concittadini abbiano perso la
capacità di reagire di fronte a questi attacchi al sistema di pesi e contrappesi (i checks and balances tanto cari a
Montesquieu) che costituisce la base di ogni sana democrazia; sembra quasi che
gli italiani si stiano abituando all'inaccettabile anomalia di un Premier che
più che a governare pensa a delegittimare e ad impedire l'operato del potere
giudiziario. Alla faccia di emergenze come sicurezza, rifiuti, precarietà,
lavoro, ecc.
Ovviamente Walter Veltroni ha dichiarato conclusa la fase del dialogo: mi sembra evidente come al momento non ci siano le condizioni per collaborare con questa maggioranza, nonostante gli sforzi compiuti dal Partito Democratico. Purtroppo sarà ancora una volta il Paese a pagare per l'atteggiamento del Governo: le riforme dovranno ancora attendere, e anziché intervenire contro la perdita del potere d'acquisto dei salari e il caro-vita, il Presidente del Consiglio continuerà a occuparsi dei suoi interessi personali.


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