babele

Giugno 2008 Archives

Un film già visto...

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Mi rattrista profondamente notare come il dibattito politico di questi giorni sia sempre più incentrato sulle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. E ancora di più mi rammarico di come il clima di dialogo che sembrava essersi instaurato all'inizio della Legislatura sia svanito come neve al sole. Per indole e per esperienza sono un sostenitore del confronto costruttivo tra le diverse parti politiche: credo che i grandi problemi strutturali dell'Italia si possano risolvere solo attraverso la collaborazione di chi vuole davvero modernizzare il paese, al di là dell'appartenenza ideologica.  E' evidente poi che la sinistra moderata è portatrice di valori culturali che non devono essere offuscati ma sostenuti con orgoglio, come l'assistenza sanitaria universale, l'istruzione pubblica, la solidarietà, la tolleranza, la meritocrazia.

Purtroppo però il Premier ha rinunciato ad occuparsi dei problemi reali dei cittadini, mostrando nuovamente quale sia il suo interesse principale: la norma "blocca-processi" e il cosiddetto lodo Schifani-bis dimostrano a tutti che Berlusconi è ancora ossessionato dai procedimenti giudiziari in cui è coinvolto. Nonostante i saggi appelli del Presidente Napolitano alla moderazione, il Premier ha nuovamente attaccato la Magistratura, parlando di "magistrati politicizzati metastasi della democrazia". Oltre alla violenza verbale, mi colpisce la leggerezza con cui si possa provocare un così duro scontro tra due poteri dello Stato: non si tratta certo di un comportamento degno di uno statista destinato a passare alla storia.

Ho peraltro la sensazione che nessuno si scandalizzi più tanto per queste vicende: mi sembra che molti nostri concittadini abbiano perso la capacità di reagire di fronte a questi attacchi al sistema di pesi e contrappesi (i checks and balances tanto cari a Montesquieu) che costituisce la base di ogni sana democrazia; sembra quasi che gli italiani si stiano abituando all'inaccettabile anomalia di un Premier che più che a governare pensa a delegittimare e ad impedire l'operato del potere giudiziario. Alla faccia di emergenze come sicurezza, rifiuti, precarietà, lavoro, ecc.

Ovviamente Walter Veltroni ha dichiarato conclusa la fase del dialogo: mi sembra evidente come al momento non ci siano le condizioni per collaborare con questa maggioranza, nonostante gli sforzi compiuti dal Partito Democratico. Purtroppo sarà ancora una volta il Paese a pagare per l'atteggiamento del Governo: le riforme dovranno ancora attendere, e anziché intervenire contro la perdita del potere d'acquisto dei salari e il caro-vita, il Presidente del Consiglio continuerà a occuparsi dei suoi interessi personali.


Le vere priorità dei cittadini

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In questo primo post dopo un paio di mesi di "silenzio" (abbiamo avuto dei problemi tecnici) torno a scrivervi su una faccenda che non riguarda in maniera diretta la sanità, ma sulla quale non posso davvero fare a meno di dire la mia.

 

Prima però mi preme spiegarvi che, a causa del sopra ricordato problema tecnico del gestore del blog, tutti i commenti postati fino a metà aprile sono stati cancellati. Non si tratta dunque ovviamente di censura, ma anzi vi ricordo che ogni commento è il benvenuto e sarà pubblicato immediatamente.

 

Detto questo, voglio esprimere una breve considerazione sulla questione delle intercettazioni, di cui tanto si parla in questi giorni su giornali e televisioni. Vi invito a guardare il video di Marco Travaglio qui sotto, che aiuta a farsi un'opinione a riguardo e spiega in maniera molto efficace le conseguenze del disegno di legge proposto dal governo per l'indipendenza della Magistratura e per il diritto all'informazione in questo Paese. Travaglio è un individuo che ovviamente esprime delle posizioni personali, ma credo che svolga il suo lavoro di giornalista giudiziario in maniera seria e scrupolosa, basandosi su fatti concreti. Per questo trovo molto interessante (e inquietante) la sua "relazione" sul disegno di legge sulle intercettazioni.

 

Infine vi pongo un semplice quesito su un concetto che ho espresso in tante trasmissioni cui sono stato ospite negli ultimi giorni, e sul quale mi interessa molto leggere i vostri commenti: quanti sono i normali cittadini che ritengono una priorità una legge sulle intercettazioni in questo momento, quando vivono quotidianamente con il problema del carovita al supermercato per fare la spesa, strangolati dal tasso di interesse dei mutui, con il petrolio a 130 dollari al barile e costretti a pagare un'ecografia in una clinica privata perché le liste d'attesa nel pubblico sono infinite? Siamo sicuri che il Governo, nonostante l'apparente luna di miele con l'opinione pubblica, stia davvero facendo gli interessi degli italiani? Vorrei davvero capire in quanti la pensano come me.