babele

Settembre 2008 Archives

Riprendo a scrivere il mio blog dopo la pausa estiva, affrontando nuovamente uno dei temi per i quali mi sono battuto maggiormente in Parlamento: il rispetto del diritto all'autodeterminazione dell'individuo e la possibilità di rifiutare un trattamento sanitario particolarmente invasivo.

 

Torno su questo argomento a seguito della notizia, riportata anche sul mio sito, secondo cui il governo spagnolo si appresta ad avviare una discussione che porterà probabilmente alla legalizzazione dell'eutanasia. Ho già sottolineato altre volte la mia contrarietà al "suicidio assistito": inoculare una sostanza ad un paziente per procuragli immediatamente la morte è molto diverso dal principio su cui si basa il testamento biologico. Da medico e da credente, non mi prenderei mai la responsabilità di praticare un'iniezione letale; ciò che sostengo è semplicemente il rispetto della volontà del paziente, che dovrebbe poter legittimamente rifiutare dei trattamenti che gli procurano inutili sofferenze. Insomma, sostengo il diritto  alla libera scelta di ciascuno di noi rispetto alle terapie mediche.

 

Tuttavia, la proposta del Ministro della Sanità spagnolo è incentrata su un principio importante che spesso da noi viene perso di vista: la lotta contro la sofferenza del malato. E' questo principio che mi ha spinto ad inserire nel mio disegno di legge sul testamento biologico (firmato da 101 senatori e scaricabile dal mio sito) una sezione riguardante la "liberalizzazione" dei farmaci contro il dolore e l'ampliamento della rete degli hospice, ossia le strutture che forniscono con umanità e tecnologia le cure palliative ai malati terminali.

 

Basta un solo dato per evidenziare la disattenzione di fronte alla sofferenza dei malati in Italia: dei 120 hospice presenti nel nostro paese, ben 103 si trovano al Nord. La metà della popolazione dunque non può usufruire di cure che riducono la sofferenza nelle fasi finali della vita. Personalmente credo che la libertà di scelta nelle terapie e l'utilizzo dei farmaci contro il dolore siano due impegni che il Partito Democratico dovrebbe sostenere con forza: è in gioco la dignità dell'individuo e il diritto di ciascuno di noi ad affrontare nel modo più sereno possibile il momento più imperscrutabile: quello del passaggio dalla vita alla morte. E sono convinto che si tratti di un tema su cui laici e credenti non possano non trovarsi d'accordo.