babele

Novembre 2008 Archives

In questo post vorrei rendervi partecipi delle riflessioni di Mina Welby a seguito di un incontro sul testamento biologico cui abbiamo partecipato assieme qualche giorno fa. Il dibattito si è tenuto al X Municipio, che proprio su proposta di Mina istituirà presso i suoi uffici uno speciale Registro per raccogliere le dichiarazioni di testamento biologico da parte dei cittadini. Ecco le sue riflessioni:

"Riascoltando l'intervento di Ignazio Marino mi è parso di capire che per il semplice fatto che la legge 120 di un anno fa (sulla libera professione intramuraria) che voleva ridurre le liste di attesa sia stata spazzata via, con un emendamento del centro-destra al Senato, senza possibilità di discussione in aula, al Governo attuale non importa nulla dei cittadini e specialmente dei più poveri, perché gli altri le visite mediche e le indagini di laboratorio se li possono pagare".

"Premesso questo, temo che il lavoro su una legge in materia di testamento biologico di parlamentari sensibili alla volontà di autodeterminazione dei cittadini, alla fine venga vanificato. I motivi sono lampanti: si vorrebbero rendere obbligatori la nutrizione e idratazione artificiale e la ventilazione forzata, ossia un buco nella pancia e un altro nel collo. Conseguenza: si contravviene all'art. 32 della nostra Costituzione che dà libertà di scelta delle terapie. I medici rianimatori avranno paura di incorrere in denunce e i cittadini, anche se contrari, entrando in coma verrebbero sottoposti ai trattamenti forzati. Chi non avrà disponibilità per pagarsi un avvocato, dovrà rimettersi l'anima in pace o potrà salire sulle barricate e fare proteste pubbliche. Chi non ha disponibilità di denaro proverà a sbattere in altra maniera contro un muro di gomma. Una previsione troppo negativa? Sbagliato il mio ragionamento? Sarei contenta se fosse così".

"Un rimedio nel convegno è stato lanciato, e ho seriamente intenzione di intraprendere la strada anche in solitaria se fosse necessario. So che molte persone hanno già redatto e depositato il proprio testamento biologico e confido in loro di convincere altri a farlo. La disponibilità dei comuni di tutta l'Italia ad istituire un registro e deposito di testamenti biologici sarebbe di grande aiuto per questo atto pubblico. Dovrebbe diventare un passaparola generale. Una copia dovrebbe essere inviata per posta al Governo. Credo che solo un'azione popolare generale potrebbe far capire al parlamento che nessuno dei cittadini italiani vuole essere espropriato della propria libertà di decidere per se stesso".

 

Quando il sogno diventa realtà

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Finalmente il grande sogno si è realizzato: Barack Obama è il 44°presidente degli Stati Uniti! E' un momento davvero storico, che dimostra come gli States sappiano ancora stupirci e regalarci una speranza per il futuro. E non solo per il colore della pelle del nuovo presidente - fatto in sé importantissimo, che evidenzia la piena integrazione degli afroamericani nella vita politica e sociale del paese e mette simbolicamente fine a secoli di discriminazioni - quanto piuttosto per la voglia di cambiamento che Obama incarna e rappresenta così bene.

L'America delusa dagli otto anni di una delle peggiori presidenze della storia, e per di più attraversata dalla crisi economica, ha dimostrato di saper guardare con coraggio alle sfide del futuro; ha evitato le strade già battute e rassicuranti, per imboccare la via delle riforme sociali, del multilateralismo, del dialogo e del futuro. Per chi come me ha vissuto tanti anni oltreoceano è impressionante pensare alle enormi contraddizioni di un paese così vasto e diversificato: gli americani sono un crogiolo di popoli, una miriade di etnie, lingue e nazionalità diverse, ma sono capaci di unirsi nel momento del bisogno e sentirsi parte di una comunità come pochi popoli sanno fare. Si tratta del paese più ricco del mondo, che fornisce l'aiuto maggiore al Global Fund del G8 per combattere malattie come malaria, tubercolosi e AIDS, eppure 50 milioni dei suoi cittadini vivono senza assistenza sanitaria. E' il paese dei Lincoln, dei Martin Luther King e dei Kennedy, ma anche quello del Ku Klux Klan, della segregazione razziale e della "guerra preventiva" di Bush e Rumsfeld.

Eppure si tratta di un paese che sa imparare dai propri errori, sfatare i propri tabù e credere nel futuro anziché ripiegarsi impaurito in sé stesso. E' per questo che anche io, con il mio piccolo voto da cittadino americano che vive all'estero, oggi mi sento orgoglioso e parte di un rinnovamento che spero giunga al più presto sino in Europa. Non bisogna dimenticare poi che tutto questo è stato possibile grazie allo straordinario strumento delle primarie, che ha permesso ad un semi-sconosciuto senatore dell'Illinois di diventare il Presidente dell'unica superpotenza mondiale. E' questa la strada che dovremmo intraprendere anche noi senza paura: primarie vere, primarie sempre!

 

L'Anno Zero della Ricerca

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Giovedì 30 ottobre ho partecipato alla trasmissione Anno Zero di Michele Santoro, incentrata sul decreto Gelmini (che ormai è legge) e sulle grandi manifestazioni di protesta degli ultimi giorni cui hanno partecipato studenti e professori. Credo sia stata un'importante occasione per evidenziare i pericoli che derivano dal decreto, che non attua una vera e propria "riforma", ma è in sostanza un enorme taglio di fondi alla scuola pubblica: a causa del venir meno dei finanziamenti, la ricerca italiana rischia il collasso definitivo. La cosa che più mi rammarica è che stiamo vivendo una congiuntura caratterizzata dalla crisi economica, e mentre paesi come la Francia si sono accorti che l'unica speranza per risollevarsi è puntare sul capitale umano (Sarkozy aumenterà del 50% i fondi per università e ricerca), il governo italiano decide di rinunciare al futuro del nostro paese.


La nostra ricerca si basa sul precariato: i giovani scienziati italiani sono personale altamente qualificato, che per anni ha svolto con rigore e professionalità il proprio lavoro nonostante contratti a breve termine che impediscono di immaginare un qualsiasi progetto di vita, come comprare una casa e avere dei figli. Come se ciò non fosse abbastanza, il Ministro Gelmini impone un taglio trasversale e sommario, che colpirà quella "base" di ricercatori che tiene in piedi il sistema universitario senza andare a scovare sprechi e baronie. E' vero che spesso negli atenei si spende male: ma allora perché non inserire dei criteri di valutazione, in modo da premiare con più finanziamenti chi è meritevole e tagliare i fondi a chi butta via i soldi pubblici? Perché trasformare le università in fondazioni private, con il rischio che l'accesso universale allo studio venga meno e che il futuro dei nostri ragazzi dipenda più dalle risorse economiche dei genitori che dalla loro capacità e dal loro impegno?


Il tema è davvero molto serio, e non si può affrontare con la leggerezza e il pressappochismo del governo. Mi ha colpito l'efficacia con cui una professoressa di chimica dell'università di Pisa, intervistata verso la fine della trasmissione, ha evidenziato quanto sia importante sostenere la ricerca scientifica di base. Ha riportato l'esempio di una ricerca dai contenuti molto tecnici e specifici, svolta da un ricercatore italiano nel 1980; la reazione chimica prodotta dagli esperimenti è stata utilizzata una decina di anni dopo negli Stati Uniti per preparare dei complessi utilizzati per la produzione dell'indinavir, il principio attivo presente nei più potenti farmaci contro il virus dell'HIV. La ricerca è tutta qui: da complicati esperimenti e studi molto tecnici si arriva a scoperte che cambiano la vita di molte persone. Tagliando i fondi oggi - ha concluso efficacemente la professoressa - si taglia il benessere della società di domani. Chiaro e semplice.