Finalmente il grande sogno si è realizzato: Barack Obama è il 44°presidente degli Stati Uniti! E' un momento davvero storico, che dimostra come gli States sappiano ancora stupirci e regalarci una speranza per il futuro. E non solo per il colore della pelle del nuovo presidente - fatto in sé importantissimo, che evidenzia la piena integrazione degli afroamericani nella vita politica e sociale del paese e mette simbolicamente fine a secoli di discriminazioni - quanto piuttosto per la voglia di cambiamento che Obama incarna e rappresenta così bene.
L'America delusa dagli otto anni di una delle peggiori presidenze della storia, e per di più attraversata dalla crisi economica, ha dimostrato di saper guardare con coraggio alle sfide del futuro; ha evitato le strade già battute e rassicuranti, per imboccare la via delle riforme sociali, del multilateralismo, del dialogo e del futuro. Per chi come me ha vissuto tanti anni oltreoceano è impressionante pensare alle enormi contraddizioni di un paese così vasto e diversificato: gli americani sono un crogiolo di popoli, una miriade di etnie, lingue e nazionalità diverse, ma sono capaci di unirsi nel momento del bisogno e sentirsi parte di una comunità come pochi popoli sanno fare. Si tratta del paese più ricco del mondo, che fornisce l'aiuto maggiore al Global Fund del G8 per combattere malattie come malaria, tubercolosi e AIDS, eppure 50 milioni dei suoi cittadini vivono senza assistenza sanitaria. E' il paese dei Lincoln, dei Martin Luther King e dei Kennedy, ma anche quello del Ku Klux Klan, della segregazione razziale e della "guerra preventiva" di Bush e Rumsfeld.
Eppure si tratta di un paese che sa imparare dai propri errori, sfatare i propri tabù e credere nel futuro anziché ripiegarsi impaurito in sé stesso. E' per questo che anche io, con il mio piccolo voto da cittadino americano che vive all'estero, oggi mi sento orgoglioso e parte di un rinnovamento che spero giunga al più presto sino in Europa. Non bisogna dimenticare poi che tutto questo è stato possibile grazie allo straordinario strumento delle primarie, che ha permesso ad un semi-sconosciuto senatore dell'Illinois di diventare il Presidente dell'unica superpotenza mondiale. E' questa la strada che dovremmo intraprendere anche noi senza paura: primarie vere, primarie sempre!


obama è tutto da scoprire, è un politico, come tutti sanno in campagna elettorale si fanno "promesse". diciamocelo, negli USA c'è il MOSTRO, i KENNEDY e LA TESTARDA GUERRA PREVENTIVA la dicono lunga. IL MOSTRO non permetterà mai ne ad un bianco ne ad un nero di intaccare i loro interessi. OBAMA se è un uomo libero può dimostrarlo iniziando con l'impegno di mettere L'ONU IN CAPO AL MONDO prima di insediarsi vada nelle grandi capitali del mondo e chieda l'indispensabile appoggio, solo cosi potra condizionare il MOSTRO CANAGLIA che gli USA hanno in grembo. un mare di giovani mandati a morire, e chi non muore sul campo si suicida quando torna a casa. Chissà se OBAMA sa che esiste L'ONU, (forse il mostro non vuole che se ne parli).LA BELL'ECONOMIA,IL BEL'DEBITO,IL BELL'IRAQ.
IL BELL'AFGANISTAN, IL BELL'OSAMA e tante belle opportunità per il MOSTRO fa comodo un ONU con le orecchie abbassate. Ed onde evitare abbrivii di PACE ecco una uscita strategica'(del socio)Nuove minacce da parte di Osama Binladen. il MOSTRO soffia sul fuoco.
E se Ignazio Marino fosse il nuovo Obama della nostra vecchia e asfittica politica?
YES WE CAN